Una poetica mossa da re

Lo scrittore francese Gabriel Matzneff è addirittura entusiasta all’idea del nuovo giro di giostra berlusconiano. “C’è anche un motivo personale. Se Berlusconi è un vecchio gagliardo di 75 anni, anche io, che ho la stessa età, mi sento di non dover andare in pensione per nessun aspetto della vita. C’è una battuta di Totò che mi piace moltissimo: non sono vecchio, sono un giovane maturo. E allora quando ho saputo che Berlusconi, questo giovane maturo, torna in pista, be’, mi sono detto che è un’ottima notizia”.
14 AGO 20
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Lo scrittore francese Gabriel Matzneff è addirittura entusiasta all’idea del nuovo giro di giostra berlusconiano. “C’è anche un motivo personale. Se Berlusconi è un vecchio gagliardo di 75 anni, anche io, che ho la stessa età, mi sento di non dover andare in pensione per nessun aspetto della vita. C’è una battuta di Totò che mi piace moltissimo: non sono vecchio, sono un giovane maturo. E allora quando ho saputo che Berlusconi, questo giovane maturo, torna in pista, be’, mi sono detto che è un’ottima notizia”. Matzneff fa appello alla relatività del concetto di vecchiaia: “Se leggiamo Dostoevskji, scopriamo che il vecchio Karamazov non ha nemmeno cinquant’anni… ”, senza contare che Balzac semina i suoi romanzi di considerazioni del tipo: “Era una laida vecchia di cinquantadue anni”… Ma dai tempi di Dostoevskij e di Balzac qualcosa è cambiato, “e dunque trovo la decisione di Berlusconi spettacolare. Qui in Francia, del resto, secondo Monsieur Hollande, dovremo andare tutti in pensione a sessant’anni; io ne avrò 76 il 12 agosto e non solo non sono in pensione, ma ho appena pubblicato un libro che ha per titolo il motto della legione straniera: ‘Marche ou crève’, avanti o muori. Mi sembra molto in sintonia con la decisione di Silvio Berlusconi, che mi pare un inno alla vita e alla vitalità”.
Matzneff aggiunge che la storia è piena di vecchi o considerati tali (“basterebbe dare un’occhiata alle storie di Plutarco per rendersene conto, o alla storia inglese”) che non si tirano indietro né tirano i remi in barca: “E’ una prerogativa della regalità, quella di conservare il potere fino all’ultimo. E se Berlusconi non è monarca in senso stretto, è tuttavia qualcuno che non ha mai nascosto di sentirsi investito di una missione. ‘L’unto del Signore’, gli hanno detto tante volte per celia. E allora che unzione sia e ben venga questa mossa da re”. O da imperatore? “In effetti, appena saputa la notizia, non ho potuto fare a meno di pensare al ritorno di Napoleone dall’Elba. Ma ecco, quello non fu un ritorno felice, ancorché Waterloo mi sia sempre sembrata una fine molto poetica. Mi auguro che a Berlusconi vada meglio. Ed è incoraggiante per me l’esempio di chi, come lui, non rinuncia e non si tira indietro. In Francia abbiamo l’esempio del generale De Gaulle: cacciato nel 1947 e tornato in pompa magna nel 1958, alla faccia dei suoi nemici”.